martedì, settembre 04, 2007

Metodo anti stronzi


Interessantissimo, questo scrittore americano ha scritto un manuale di managment mettendo in evidenza uno dei grossi mali delle organizzazioni aziendali di oggigiorno: lo stronzo.
Date un occhiatina sia ai dieci passi del metodo antistronzo che al sito web a cui si accede cliccando sul titolo.
La constatazione è semplice in ogni azienda c'è uno stronzo che si crede indispensabile all'azienda e finisce irrimediabilmente a causare un danno all'azienda, a rovinare il clima aziendale, a far scappare quelli bravi...

I dieci passi del metodo antistronzi

1. Enunciate il metodo, mettetelo per iscritto e applicatelo. Ma se non siete in grado o non volete seguirlo, è meglio non dire niente: evitare una falsa promessa è il minore dei due mali. Non fatevi la fama dell’ipocrita o del capo di un’organizzazione piena di stronzi.

2. Gli stronzi assumeranno altri stronzi. Tenete gli stronzi che avete in casa al di fuori del processo di selezione del personale, oppure, se non potete, coinvolgete quante più presone “civili” durante i colloqui e le selezioni, così da limitare la tendenza degli stronzi ad assumere “quelli come me”.

3. Liberatevi degli stronzi appena potete. Le aziende spesso aspettano troppo prima di liberarsi degli stronzi patentati e incorreggibili. E una volta che lo fanno, la reazione più comune è, «perché ci abbiamo messo tanto?»
4. Trattate gli stronzi da incompetenti. Anche se qualcuno è bravissimo nel suo lavoro ma continua a mortificare il prossimo, va trattato da incompetente.
5. Il potere genera stronzaggine. Attenzione: concedere a qualcuno – anche alle persone all’apparenza più miti e sensibili – un minimo di potere può trasformarlo in uno stronzo integrale.
6. Adottate il paradosso potere-performance. Accettate il fatto che la vostra organizzazione ha, come è giusto che sia, un ordine gerarchico, ma fate tutto quello che è in vostro potere per ridimensionare e ridurre le altre differenze di rango tra i membri. Avrete meno stronzi tra i piedi e, secondo i migliori studi, anche una performance migliore.
7. Gestite i momenti, non solo i processi, le politiche e i sistemi. Gestire al meglio gli stronzi vuol dire concentrarsi sulle piccole cose quotidiane e lavorare per cambiarle. I miglioramenti sono garantiti. Riflettete su ciò che fate, osservate come gli altri rispondono al vostro comportamento e a quello dei colleghi e fate degli “aggiustamenti” durante l’interazione con le persone che vi trovate davanti.
8. Mettete in pratica e insegnate il confronto costruttivo. Costruite una cultura aziendale in cui tutti sappiano quando discutere e quando smettere di litigare. Insegnate a raccogliere dati, ad ascoltare gli altri, a non piagnucolare e a portare a avanti le decisioni prese (anche quando si è in disaccordo). Quando arriva il momento di combattere per un’idea, seguite il consiglio di Karl Weick: «Se hai ragione combatti, se hai torto ascolta».
9. Adottate il metodo dello stronzo di rappresentanza. Poiché le persone tendono a seguire le regole più scrupolosamente in presenza di una o due “mele marce” che danno il cattivo esempio, il metodo anti-stronzi ha più possibilità di successo nelle organizzazioni che contano al loro interno uno o due “stronzi di rappresentanza”. Avere sotto gli occhi dei “modelli contrari” spinge tutti gli altri a comportarsi bene.
10. In sintesi: unite a politiche di ampio respiro i piccoli gesti quotidiani. Una buona politica di asshole management (gestione degli stronzi) è possibile solo in presenza di un circolo virtuoso che concili le “grandi” politiche aziendali con i piccoli gesti quotidiani delle persone che parlano e lavorano insieme.


3 commenti:

Anonimo ha detto...

incredibile... allucinante... e ancora allucinante!!!
io ne conosco molti e garantisco che io non lo sono!!!!

GianMatteo ha detto...

Se vai sul blog dell'autore, c'è il test per scoprire se sei un asshole o no, ti prego fallo!

Anonimo ha detto...

Vi ricordo che a breve ci sarà il compleanno del Re......
è un regalo pevvfetto!!!!!!!
la fighetta