mercoledì, ottobre 28, 2009

ah però


Ci prova con l'infermiera mentre sua moglie partorisce: arrestato per molestieLa moglie dava alla luce suo figlio e lui, emozionato ma più interessato al seno dell’infermiera impegnata nell’assistere la donna ormai all’ultimo stadio del travaglio, si è permesso di palpeggiarla, creando non pochi problemi all’interno della sala parto. Il protagonista di questa incredibile storia è il signor Adam Jay Manning, giovane padre che, a seguito del suo scarso bon ton, non è riuscito almeno per ora a seguire la nascita del figlio: l’infermiera non era infatti consenziente e per questo ha chiesto aiuto al servizio di sicurezza che ha immobilizzato l’insolito personaggio e atteso l’arrivo della polizia che lo ha poi arrestato con l'accusa di molestie.Un decolleté fatale - Stando a quanto riportato sulle pagine del tabloid americano Salt Lake Tribune, Manning, mentre la moglie affrontava il suo primo parto, avrebbe prima espresso la propria ammirazione nei confronti dell’assistente, evidentemente dotata di un decolleté di tutto rispetto e poi, non ottenendo l’attenzione desiderata, è passato alle vie di fatto, mettendole le mani sui seni davanti agli occhi increduli della moglie. La donna, sebbene senza l’aiuto del maritino, ha dato alla luce un bellissimo bambino che gode di ottima salute.

venerdì, ottobre 23, 2009

Storia di una formica

Tutti i giorni, molto presto, arrivava in ufficio la Formica produttiva e felice.
Là trascorreva i suoi giorni, lavorando e canticchiando una vecchia canzone d'amore.
Era produttiva e felice ma, ahimè, non era supervisionata.

Il Calabrone, gestore generale, considerò la cosa impossibile e creò il posto di supervisore,
per il quale assunsero uno Scarafaggio con molta esperienza.
La prima preoccupazione dello Scarafaggio fu standardizzare l'ora di entrata e di uscita e
preparò pure dei bellissimi report.

Ben presto fu necessaria una segretaria per aiutare a preparare i report, e quindi assunsero una
Ragnetta, che organizzò gli archivi e si occupò del telefono.
E intanto la formica produttiva e felice lavorava e lavorava.

Il Calabrone, gestore generale, era incantato dai report dello Scarafaggio supervisore, e così finì
col chiedere anche quadri comparativi e grafici, indicatori di gestione ed analisi delle tendenze.
Fu quindi necessario assumere una Mosca aiutante del supervisore e fu necessario un nuovo computer
con stampante a colori.
Ben presto la Formica produttiva e felice smise di canticchiare le sue melodie e cominciò a lamentarsi
di tutto il movimento di carte che c'era da fare.

Il Calabrone, gestore generale, pertanto, concluse che era il momento di adottare delle misure:
crearono la posizione di gestore dell'area dove lavorava la Formica produttiva e felice.
L'incarico fu dato ad una Cicala, che mise la moquette nel suo ufficio e fece comprare una poltrona
speciale. Il nuovo gestore di area - chiaro ebbe bisogno di un nuovo computer e quando si ha più di un
computer è necessaria una rete interna.
Il nuovo gestore ben presto ebbe bisogno di un assistente (Remora, già suo aiutante nell'impresa
precedente), che l'aiutasse a preparare il piano strategico e il budget per l'area dove lavorava
la Formica produttiva e felice.
La Formica non canticchiava più ed ogni giorno si faceva più irascibile."Dovremo commissionare uno
studio sull'ambiente lavorativo, un giorno di questi", disse la Cicala.
Ma un giorno il gestore generale, al rivedere le cifre, si rese conto che l'unità, nella quale
lavorava la Formica produttiva e felice, non rendeva più tanto.

E così contattò il Gufo, prestigioso consulente, perché facesse una diagnosi della situazione.
Il Gufo rimase tre mesi negli uffici ed emise un cervellotico report di vari volumi e di vari
milioni di euro, che concludeva: "C'è troppa gente in questo ufficio." E così il gestore generale
seguì il consiglio del consulente e licenziò la Formica incazzata, che prima era produttiva e felice.

Morale:
Non ti venga mai in mente di essere una Formica produttiva e felice.
E' preferibile essere inutile e incompetente.
Gli incompetenti non hanno bisogno di supervisori, tutti lo sanno.
Se, nonostante tutto, sei produttivo, non dimostrare mai che sei felice. Non te lo perdoneranno.
Inventati ogni tanto qualche disgrazia, cosa che genera compassione.
Pero', se nonostante tutto, ti impegni ad essere una Formica produttiva e felice,
mettiti in proprio, almeno non vivranno sulle tue spalle calabroni, scarafaggi, ragnetti, mosche,
cicale, remore e gufi.

giovedì, ottobre 22, 2009

Cessi
















Strano ma veroEntra nel bagno di casa e trova nel water un pitone lungo oltre tre metriUn uomo di Darwin, nel nord tropicale dell'Australia, non dimenticherà facilmente lo spavento provato quando ha trovato un pitone di più di tre metri nel water di casa sua. Erik Ranzau ha chiamato il locale acchiappaserpenti, Chris Peberdy, che ha tentato per quattro volte di catturare il rettile, che però ogni volta si rifugiava nelle tubature, prima di riuscire nell'impresa.Il pitone era spaventato quanto il padrone di casa - "Era talmente attorcigliato nelle tubature che non riuscivo a smuoverlo, ma alla fine è uscito abbastanza per consentirmi di afferrarlo" ha detto l’uomo al Northern Territory News Peberdy, che viene chiamato a catturare fino a 1.000 serpenti l'anno. Il pitone, che non è velenoso e uccide la preda stringendola nelle spire, è stato infine liberato nella boscaglia ad alcuni chilometri dalla casa di Ranzau.Il consiglio dell'esperto: "Tenete abbassato il coperchio del water" - "Non è raro trovare serpenti di quelle dimensioni nei tropici, ma di solito non nei gabinetti", ha aggiunto Peberdy. "Deve essere arrivato dalle condutture fognarie. Di notte si aggirava per casa e di giorno tornava nel water". E infine un consiglio per i residenti della zona: "tenete abbassato il coperchio del water e guardate bene prima di sedervi".

domenica, ottobre 18, 2009

Accadono...

Accadono cose che sono come domande,
passa un minuto oppure anni, e poi la vita risponde.

~ Alessandro Baricco da 'Castelli di Rabbia' ~

venerdì, ottobre 16, 2009

almeno non ci penso...

Stavo passeggiando tranquillo per Bergamo, quando all'improvviso mi pare di vedere dentro un locale una persona famosa, ma proprio molto ma molto famosa... entro e non è proprio lui! si quello famoso famosissimo! ho dovuto assolutamente fare una foto con lui! ma avete visto chi è?

A loro due la cosa sembra non interessare, almeno sulle prime

Poi però Paolo si collega ad internet per cercare di capire chi è il personaggio famoso, anche lui sembra finalmente interessato a capire chi è...

Paolo ha la risposta! lo si deduce da quell'espressione un pò così...

A Lele non sembra vero poter finalmente limonare un personaggio famoso, anche se neanche lui ha ancora capito chi è! ma nel dubbio meglio portarsi a casa un ricordo

Non possiamo non fare la foto di gruppo con il personaggio famoso, anche se Paolo continua a non rivelarci l'identità del personaggio

Io e Ricky esageriamo con gli schiamazzi e ci sbattono dentro, per fortuna che almeno possiamo svagarci ocn la musica...

Paolo, Diego e il Personaggio famoso ci osservano basiti ma non fanno nulla per liberarci

Ma poi accade qualcosa? Paolo ci rivela il nome del Personaggio Famoso! Lele si indigna e vergogna per averlo precedentemente baciato! non avrebbe mai voluto baciare proprio lui! E si vendica come può, sotto lo sguardo attonito di Cardo

A fine serata c'è comunque modo anche per Lele di avere gioia dopo il triste episodio del bacio rubato, carica il bellissimo Diego sul suo carrello e se lo porta a casa

Non avete ancora capito chi è il personaggio famoso? ma dai!!!








lunedì, ottobre 12, 2009



(ANSA) - Bergamo, 08 OTT - Un 49enne scozzese e' stato condannato a 2 anni di reclusione per aver fatto irruzione nel bar dei vicini,in una palazzina a Bergamo. Era armato con un fucile ad aria compressa e una bomba molotov. Dietro di lui la moglie, che brandiva un pistola. Riccardo, 17 anni, stava dando una festa al suo bar per il suo compleanno e scoccata la mezzanotte sono partiti i fuochi d'artificio. Cosi' sono saltati i nervi ai vicini che, come hanno spuiegato in propria difesa, volevano guardare la televisione.

martedì, ottobre 06, 2009

Come siamo nati

La bambina chiede alla mamma:



Mamma come nacque la razza umana?



La mamma risponde:

Dio creò Adamo ed Eva e loro ebbero dei figli. Così nacque la razza umana.



Due giorni dopo, la bambina fece la stessa domanda al papà.



Il padre risponde :



Molti secoli fa esistevano le scimmie. Con ilpassare degli anni si

svilupparono e si trasformarono in uomini. E' così che nacque la razza

umana.



Molto confusa, la piccolina, si rivolge alla mamma e le chiede:

Mamma, come mai tu mi dici che la razza umana fu creata da Dio e papà mi

dice che proveniamo dalla scimmia?





Tesoro, le risponde la mamma, io ti ho parlato della mia famiglia e papà

della sua

lunedì, ottobre 05, 2009

Adriano, vita da ubriaco all’Inter. "Un inferno"


«Io e Belen stavamo ballando quando ci siamo trovate davanti un energumeno di oltre due metri che ha iniziato a insultarci e allungare le mani. Il privè era pieno ma nessuno è venuto a difenderci, c’era anche Ronaldo ma l’unico che si è messo in mezzo è stato Adriano. Lui sì che è un galantuomo». Hollywood, marzo di due anni fa, poi Belen Rodriguez e la sua amica Nora Amile verso le 3 di mattina lasciano la discoteca, restano Adriano e Rolando Howell, l’energumeno, e il cestista gonfia come un canotto l’Imperatore.

Cosa viene in mente? Che Ronaldo non ha alzato un dito, giusto? Siamo sulla buona strada. Un episodio che identifica il Fenomeno e l’Imperatore. Adriano con i cerotti non si presenta alla partita di beneficenza a Marsiglia organizzata da Zidane. Ronaldo invece ha tenuto le mani a posto, è uno con la testa sulle spalle, lui.
Si fa presto a diventare un mito all’incontrario, non importa come ci si arrivi, Adriano ci ha messo tanto di suo ma la strada gliel’hanno scelta altri: «Ho iniziato a bere. Ero felice solo quando bevevo, c’erano feste ogni sera e io bevevo. Bevevo tutto quello che mi portavano davanti, vino, whisky, vodka, birra. La situazione non era sotto controllo, o bevevo o dormivo. E quando mi svegliavo non avevo la minima idea di dove fossi».

Arrivavi ad Appiano e ricevevi notizie: «Adriano è stato l’ultimo ad arrivare e il primo ad andarsene», oppure: «Adriano proprio non s’è visto». Nel primo caso Mourinho lo aveva rispedito a casa immediatamente, nel secondo l’Imperatore dormiva nella sua villa alla periferia di Como. Una volta José gli disse: «Vai a casa e torna in condizioni presentabili per l’allenamento del pomeriggio». Adriano ricomparve 2 giorni dopo. L’Inter ogni volta trovava un rimedio, un risentimento muscolare, una distorsione al malleolo, le cavallette. «Mancini e Mourinho hanno fatto il possibile per aiutarmi, ma la depressione per la morte di mio padre era un buco enorme che solo l’alcol colmava». Ma Adriano non era mai solo, uno così ha sempre tanti amici, i suoi connazionali, la combriccola di Rio, gente che gli viveva in casa, uno che cucinava, uno che gli governava le automobili e andava a schiantarsi su vari muri, un altro che gli tagliava i capelli.

Tutti ricordano come avesse sempre i capelli in ordine Adriano. Questi suoi amici, che gli vivevano gratis in casa, fecero nascere subito i sospetti che fossero i primi a metterlo nei guai. Lui era affettivamente ubriaco, ma chi poteva, meglio di loro, sapere dove, come e quando? La vigilanza nerazzurra lo pescava in giro ubriaco, un incaricato lo trasportava a Como. Ma c’erano delle mattine che non c’era nessuno disponibile, e allora lo alloggiavano al Melia. Un minuto dopo lo sapeva tutta Milano. Gli amici che abitavano con lui, liquefatti. Se c’era una rissa al Testaccio fra Mexes e un albanese, qualcuno aveva visto Adriano nei paraggi, al Casinò di Campione 300mila euro fatti fuori in tre giri di roulette, all’Hollywood 500mila in champagne, così, per brindare alla vita che gli stava voltando le spalle.

Adesso sembra sia cambiato tutto, parla al passato e al Flamengo contano i soldi della vendita delle sue magliette. Prima però è dovuto passare dagli altri amici, quelli delle favelas di Rio dove, se non paghi dazio, non esci dalla tua casa con la porta di latta. Ha fatto 13 gol in 26 partite del Brasilerao, capocannoniere, e il Flamengo ha gli stessi punti, pochi, del Corinthians di Ronaldo che domenica rientra dopo la lungodegenza. Si era infortunato a un braccio e mentre era in anestesia ha chiesto se potevano fargli anche un minimo di liposuzione, si sentiva sovrappeso il Fenomeno. La lontananza dai campi è durata un po’ di più, ma che c’entra, mica è Adriano.

venerdì, ottobre 02, 2009

Itaca di Costantino Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.