giovedì, settembre 27, 2007

La ballerina....di sumo

Così l'ha definita la mamma: "mia figlia farà la ballerina...di sumo", con i suoi 4kg e 90 grammi può tranuillamente ambire alla categoria pesi massimi.
Comunque, emozione indescrivibile, sono super felice, e ammetto quando l'ho vista di aver anche piagniucolato... bello!

Ecco alcune foto della mia bellissima figlia (sono il papà concedetemelo...)Un'altra perla che si aggiunge alle mie nipoti femmine Barbara, Roberta, Francy e Giorgia, e alle figlie dei miei amici che per me sono come nipoti Giulia, Martina, Teresa... quante femmine

Non che mio nipote Filippo, Alessandro o Tommaso e Giovanni non meritino... ma le femmine....

Un super super grazie a Conrad per aver dato la notizia in tempo reale

p.s. Durante il Fresca-day metterò a disposizione un tot litri di birra!

mercoledì, settembre 26, 2007

E' NATA SOFIA!

E' nata Sofia, la figlia di Gianmatteo e Manuela!!!!
Congratulazioni e baciotti alla bimba.

lunedì, settembre 17, 2007

Rischia il posto chi parla male dell'azienda

ROMA - Chi parla male dell'azienda in cui lavora, o dei colleghi, può essere licenziato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza numero 19232 del 14 settembre, ha accolto il ricorso di una struttura sanitaria che aveva licenziato una infermiera perché, tra l’altro, aveva «proferito espressioni offensive sulla capacità e sulla professionalità del personale, e in particolare nei confronti della caposala del reparto di sterilizzazione e nei confronti della caposala del day hospital».
LA VICENDA - Può dunque perdere il posto il lavoratore che discredita l’azienda parlando male dei servizi offerti e della professionalità dei colleghi. L'infermiera licenziata (che aveva diffuso la voce della presenza di medicinali ed attrezzature e supporti medici scaduti) aveva in un primo tempo riavuto il posto: il Tribunale di Monza al quale la donna si era rivolta le aveva infatti dato ragione e aveva annullato il licenziamento (riconoscendole inoltre un congruo risarcimento del danno). La Corte d’appello di Milano, poi, aveva ridotto la misura del danno ma confermato la reintegrazione nel posto di lavoro. Così l’azienda sanitaria ha fatto ricorso in Cassazione, finendo per vincerlo.
NUOVO GIUDIZIO - I giudici della sessione lavoro hanno accolto il ricorso rinviando la causa alla Corte territoriale di Brescia, invitando il nuovo collegio a riconsiderare il caso: va accertato se tutti i comportamenti e le maldicenze della donna hanno compromesso il rapporto di fiducia e discreditato all’esterno l’immagine della struttura. Secondo i giudici di Piazza Cavour, «in tema di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, allorquando siano contestati al dipendente diversi episodi, il giudice di merito non deve valutarli separatamente, bensì globalmente, al fine di verificare se la loro rilevanza complessiva sia tale da minare la fiducia che il datore di lavoro deve poter riporre nel dipendente».
17 settembre 2007

lunedì, settembre 10, 2007

V-day di Beppe Grillo, i commenti....

MILANO - «Abbiamo messo su un dei più grossi casini della storia quasi per scherzo». Beppe Grillo è più che soddisfatto del successo del suo V-day e dal palco di Sabaudia, dove tiene il suo show, ha detto la sua su un'iniziativa che ha provocato una pioggia di riflessioni e critiche nal mondo politico. La manifestazione organizzata nelle piazze dal comico genovese ha raccolto 300 mila firme per una proposta di legge popolare che prevede fra l'altro il ritorno delle preferenze nella legge elettorale.
CASINI - «È la più grande delle mistificazioni. Una manifestazione di cui dovremo vergognarci perché è stato attaccato Marco Biagi che invece andrebbe santificato - ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini a margine del workshop Ambrosetti di Cernobbio -. Si vergognino anche quei politici che, pur di stare sull’onda del consenso popolare, hanno mandato a Grillo e alla sua manifestazione dei messaggi di adesione».
FINI - A testa bassa anche il leader di An, Gianfranco Fini: «L'indignazione che c'è nel paese verso partiti, istituzione e partitocrazia in altri momenti ha assurto dignità politica. Basti pensare all'uomo qualunque. Oggi il rigetto è alimentato dal rifiuto al governo percepito come restauratore. Del governo Berlusconi si può dire tutto ma era percepito come un esecutivo innovatore. Per Prodi è all'opposto, il suo governo è la restaurazione di un sistema e Grillo trova terreno fertile nell'immagine che Prodi ha dato. Bisogna avere anche l'onesta intellettuale di dire che Grillo le spara grosse».
BOSSI - «Un'esagerazione». Così il leader del Carroccio ha commentato il V-day. Secondo Bossi «chi si macchia di reati gravi per rappresentare la gente è giusto che non sia eletto. Ma se la gente li vota... Attenti a non esagerare, perché altrimenti viene avanti l’antipolitca».
CRAXI - «È un grave pericolo prendere sul serio Grillo» attacca il sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi. «Un tizio che si augura la morte di un altro essere umano - sottolinea Craxi - è già arrivato aldilà del bene e del male: faccia il politico, allora. Si candidi e, se se la sente, contribuisca a risolvere i problemi del Paese: il resto è uno squallido qualunquismo, per fortuna non più pagato tramite il canone della Rai».
BERSANI - «Se c'è la febbre non cominciamo a dar la colpa al termometro - replica il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, anche lui a Cernobbio -. Per quanto si possa dire delle espressioni e delle posizioni di Beppe Grillo, e io ne avrei di cose da dire su queste cose occorre però riflettere seriamente».
MUSSI - No all'eleggibilità in Parlamento in presenza di reati gravi, tuttavia «dipende dai reati». È parzialmente d'accordo con Grilo il ministro dell'Università e ricerca, Fabio Mussi. «Io sono stato condannato per occupazione di binari perché ho partecipato a una manifestazione di operai che venivano licenziati, e si sarebbero persi 500 posti di lavoro; alla fine però si è fatto un buon accordo».
BINDI - Se manifestazioni come il V-day e «l'aria di protesta anche organizzata che c'è in questo momento dovessero rappresentante l'anticamera dell'antipolitica, questo metterebbe a rischio il futuro della stessa democrazia» sostiene invece il ministro delle Politiche per la famiglia Rosy Bindi, secondo la quale «senza politica non c'è democrazia e noi vogliamo invece rilanciare il ruolo e la dignità della politica». «L'elezione dell'assemblea costituente del Pd - ha sottolineato il ministro della Famiglia rispondendo alle domande dei giornalisti a Pesaro - dovrebbe essere la risposta alle firme raccolte».
MONACO - «Inutile fare gli schizzinosi. Il successo dell'iniziativa di Beppe Grillo è l'ennesimo campanello d'allarme. Fa seguito alla grande fortuna editoriale de "La casta" (il libro dei giornalisti del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Gianantonio Stella, ndr). Guai a mettere la testa sotto la sabbia, deprecando qualunquismo e antipolitica». È l'opinione del deputato ulivista Franco Monaco, che aggiunge: «Urgono risposte coraggiose in tema di regole e di costume politico. A cominciare dalla sacrosata richiesta che al Parlamento non accedano condannati in via definitiva».
TREMONTI - Un'inaspettata difesa del comico arriva da Giulio Tremonti, da Cernobbio. «Mi è più simpatico Beppe Grillo di questi che ci fanno lezione solo per finire sul giornale. Da queste parti ci sono tanti Beppe Grillo ben vestiti che fanno lezione. Io non condivido né l'uno né l'altro, ma mi è più simpatico Beppe Grillo».

venerdì, settembre 07, 2007

VACANZE PIOVOSE E RIENTRO CON SORPRESONE!


Giovedì 9 agosto... ultimo giorno di lavoro per Darius prima delle meritatevacenze...



Domenica 12 agosto partenza destinazione Paesi Baschi..



Dopo una divertente, non poco nuvolosa e piovosa, ma molto piovosa, vacanza a Santander, Bilbao, San Sebastian, Pamplona, Vitoria e Biarritz il 24 si rientra a Bergamo..



La prima giornata di campionato...

Ancora una settimana di vacanza...

La seconda giornata di campionato...


D'apprima i dubbi e poi la convinzione dche quello che stavo per fare era la cosa giusta...

Per Darius si avvicinava la data del rientro al lavoro con U U SORPRESU!!!!

Dopo vari tentativi, tutti andati a vuoto, rientrare al lavoro con il botto al sottoscritto non sembrava vero!!!

Anticipato ad alcuni rettili la sorpresa, lunedì 03 settembre Darius si presenta al lavoro....


E...... ecco finalmente svelato il mistero del U U SORPRESU'



DARIUS SALUTA TUTTI E VI ABBANDONA!!!

me 'dò e turne piò!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!





Questa è solo una breve anticipazione del racconto integrale che presto verrà pubblicato su questo blog dal titolo:

E' FINITA DI OTEFAL

martedì, settembre 04, 2007

Metodo anti stronzi


Interessantissimo, questo scrittore americano ha scritto un manuale di managment mettendo in evidenza uno dei grossi mali delle organizzazioni aziendali di oggigiorno: lo stronzo.
Date un occhiatina sia ai dieci passi del metodo antistronzo che al sito web a cui si accede cliccando sul titolo.
La constatazione è semplice in ogni azienda c'è uno stronzo che si crede indispensabile all'azienda e finisce irrimediabilmente a causare un danno all'azienda, a rovinare il clima aziendale, a far scappare quelli bravi...

I dieci passi del metodo antistronzi

1. Enunciate il metodo, mettetelo per iscritto e applicatelo. Ma se non siete in grado o non volete seguirlo, è meglio non dire niente: evitare una falsa promessa è il minore dei due mali. Non fatevi la fama dell’ipocrita o del capo di un’organizzazione piena di stronzi.

2. Gli stronzi assumeranno altri stronzi. Tenete gli stronzi che avete in casa al di fuori del processo di selezione del personale, oppure, se non potete, coinvolgete quante più presone “civili” durante i colloqui e le selezioni, così da limitare la tendenza degli stronzi ad assumere “quelli come me”.

3. Liberatevi degli stronzi appena potete. Le aziende spesso aspettano troppo prima di liberarsi degli stronzi patentati e incorreggibili. E una volta che lo fanno, la reazione più comune è, «perché ci abbiamo messo tanto?»
4. Trattate gli stronzi da incompetenti. Anche se qualcuno è bravissimo nel suo lavoro ma continua a mortificare il prossimo, va trattato da incompetente.
5. Il potere genera stronzaggine. Attenzione: concedere a qualcuno – anche alle persone all’apparenza più miti e sensibili – un minimo di potere può trasformarlo in uno stronzo integrale.
6. Adottate il paradosso potere-performance. Accettate il fatto che la vostra organizzazione ha, come è giusto che sia, un ordine gerarchico, ma fate tutto quello che è in vostro potere per ridimensionare e ridurre le altre differenze di rango tra i membri. Avrete meno stronzi tra i piedi e, secondo i migliori studi, anche una performance migliore.
7. Gestite i momenti, non solo i processi, le politiche e i sistemi. Gestire al meglio gli stronzi vuol dire concentrarsi sulle piccole cose quotidiane e lavorare per cambiarle. I miglioramenti sono garantiti. Riflettete su ciò che fate, osservate come gli altri rispondono al vostro comportamento e a quello dei colleghi e fate degli “aggiustamenti” durante l’interazione con le persone che vi trovate davanti.
8. Mettete in pratica e insegnate il confronto costruttivo. Costruite una cultura aziendale in cui tutti sappiano quando discutere e quando smettere di litigare. Insegnate a raccogliere dati, ad ascoltare gli altri, a non piagnucolare e a portare a avanti le decisioni prese (anche quando si è in disaccordo). Quando arriva il momento di combattere per un’idea, seguite il consiglio di Karl Weick: «Se hai ragione combatti, se hai torto ascolta».
9. Adottate il metodo dello stronzo di rappresentanza. Poiché le persone tendono a seguire le regole più scrupolosamente in presenza di una o due “mele marce” che danno il cattivo esempio, il metodo anti-stronzi ha più possibilità di successo nelle organizzazioni che contano al loro interno uno o due “stronzi di rappresentanza”. Avere sotto gli occhi dei “modelli contrari” spinge tutti gli altri a comportarsi bene.
10. In sintesi: unite a politiche di ampio respiro i piccoli gesti quotidiani. Una buona politica di asshole management (gestione degli stronzi) è possibile solo in presenza di un circolo virtuoso che concili le “grandi” politiche aziendali con i piccoli gesti quotidiani delle persone che parlano e lavorano insieme.